di
Paola Pica
L’editore: Nell’impresa puoi contare su un campo da gioco definito e sulle regole. Il terreno da gioco della politica è nebuloso
«Nella vita non si sa mai. Tutto è possibile, niente è possibile: non si può escludere nulla». Risponde così Urbano Cairo all’ennesima domanda sul suo ipotetico ingresso in politica. Accade ormai da anni, la domanda arriva puntuale a ogni uscita pubblica dell’editore del Corriere della Sera e de La7.
Di diverso, alla presentazione a Milano dei palinsesti tv, c’è una risposta più «aperturista» del solito. «Chi mai avrebbe detto che sarei diventato editore di La7?» dice Cairo ai cronisti richiamando uno dei due passaggi più rilevanti del suo percorso imprenditoriale. Il secondo è la scalata a Rcs, il gruppo di Corriere e Gazzetta, portata a termine con successo, contro ogni previsione, proprio 10 anni fa, il 15 luglio del 2016. In questi anni (sono 13 dall’acquisizione di La7, nel 2013) il gruppo Cairo-Rcs è diventato il primo editore italiano nell’informazione, con il Corriere leader sulle piattaforme digitali e in edicola e La7 terza rete in prime time. Immagina adesso un passaggio generazionale, pensa di lasciare le aziende ai suoi figli? «Sarei contento. Mi piacerebbe andare un po’ in vacanza o, chissà — ci scherza su — fare il politico...».










