Urbano Cairo racconta i contatti con Sigfrido Ranucci: “Voleva parlare di La7, si informava sulla rete”. Poi il commento sull’inchiesta: “Questa storia di Lavitola è strana”. E sul futuro di Mentana, lo spettro di Repubblica: “Penso che un editore come Kyriakou non abbia acquistato Repubblica per lasciare alla sua guida Orfeo”.

Urbano Cairo, all'indomani della presentazione dei palinsesti di La7, sceglie un'intervista al Foglio firmata da Carmelo Caruso per raccontare il suo faccia a faccia con Sigfrido Ranucci e per chiudere, almeno per ora, ogni ipotesi di approdo del conduttore di Report sulla sua rete. Alla domanda se Ranucci possa un giorno arrivare a La7, la risposta dell'editore è un secco "Per carità", accompagnato, come annota Caruso, da un teatrale segno della croce.

"Voleva parlare di La7, si informava sulla nostra rete" Il retroscena emerge in due passaggi distinti dell'intervista. Cairo rivela di aver incontrato Ranucci una sola volta: "Per un libro con Solferino, la casa editrice. Io volevo parlare del libro, ma Ranucci chiedeva informazioni per venire a La7". La porta, però, resta chiusa. Cairo si dice soddisfatto della squadra giornalistica già in casa, a partire da Corrado Formigli, e fa capire che un programma d'inchiesta sul modello di Report non avrebbe bisogno di innesti esterni: se serve, se lo produce internamente.