138.183 chilometri: è questa, idealmente, la distanza che separa il nostro Paese dai più alti standard europei in fatto di capillarità delle infrastrutture ciclabili, ossia quelli dei Paesi Bassi. A richiamare l’attenzione sul dato è FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) evidenziando i risultati di Cycling Counts, il primo studio promosso dalla Commissione europea per costruire un quadro comune di misurazione della ciclabilità nei Paesi membri, presentato in occasione di Velo-city 2026 a Rimini. Il dato fotografa con chiarezza il divario italiano, inserendolo in una sfida più estesa: secondo la ricerca, infatti, per raddoppiare gli attuali livelli di utilizzo della bicicletta nell’intera UE, sarebbero necessari altri 424.426 chilometri di infrastrutture dedicate. I numeri indicano, in parte, la direzione su cui investire ma la ciclabilità non èpiù soltanto una questione di chilometri.
“La ciclabilità non è una questione di nicchia, ma una risposta concreta a grandi sfide: sicurezza stradale, salute pubblica, qualità dello spazio urbano, resilienza climatica e competitività dei territori. Le esperienze presentate a Rimini dimostrano che, dove si investe con coraggio e visione, diminuiscono gli incidenti, cresce la mobilità attiva e migliorano salute, qualità della vita ed economia locale, e il cambiamento viene accettato una volta sperimentati i benefici. Il cambiamento nasce dai territori”, dichiara Susanna Maggioni Vicepresidente FIAB.






