Il 5 per cento degli italiani usa la bici per spostarsi, in aumento le aziende che chiedono a Fiab la certificazione Bike Friendly ma per sicurezza stradale l’Italia è al 19 esimo posto in Europa e il numero delle vittime (51 per milione di abitanti) resta molto alto *Presidente Fiab

Da due anni sono alla guida di Fiab, organizzazione federativa di scala nazionale orientata a promuovere l’uso della bicicletta, sia come mezzo di trasporto per migliorare mobilità e ambiente urbano, sia per la pratica dell’escursionismo. L'aumento in Italia della mobilità attiva, che ha superato il 5% degli spostamenti quotidiani, ha una doppia valenza positiva: non solo evidenzia come un numero crescente di persone preferisca la bicicletta ad altri mezzi, ma dimostra che questa modalità si sta finalmente liberando della semplice connotazione ludica da fine settimana per diventare un pilastro della mobilità urbana. Oggi le nostre strade vedono una presenza sempre maggiore di cargo bike per il trasporto dei bambini: un modo per raggiungere la scuola che unisce l'utilità al piacere per i genitori e al divertimento per i più piccoli. Gli stessi genitori proseguono il tragitto verso il lavoro pedalando, e alimentando un circolo virtuoso che fa bene alla salute e all'ambiente. Non è un caso, infatti, che quest'anno abbiamo registrato una grande partecipazione a Bimbimbici – la nostra storica manifestazione di maggio che ha celebrato il traguardo delle 25 edizioni. I nostri percorsi formativi hanno inoltre coinvolto 60 mila studenti e studentesse. Rileviamo un parallelo incremento delle aziende che chiedono a Fiab la certificazione Bike Friendly per favorire il mobility management nel tragitto casa-lavoro. Inoltre, l'attuale peso economico della crisi energetica e l'instabilità internazionale incidono pesantemente sulle tasche dei cittadini. Questa difficile situazione ha però un risvolto positivo: aiuta le persone a fare la scelta giusta, e cioè a preferire la bicicletta perché sostenibile ed economica. A questa forte propensione all’utilizzo di questo mezzo di trasporto non corrisponde però ancora un adeguato e diffuso intervento da parte delle amministrazioni locali nello sviluppo di infrastrutture all'altezza della richiesta di ciclabilità. La fotografia sull’uso della bici nel nostro Paese ci mette ancora di fronte a una realtà drammatica: con 222 persone scomparse sulle strade in un solo anno, l’Italia si colloca soltanto al 19° posto in Europa per sicurezza stradale, registrando ben 51,4 vittime per milione di abitanti. Siamo ancora drammaticamente lontani dagli obiettivi europei di dimezzamento di morti e feriti gravi. Questi dati devono essere dunque lo stimolo per un cambiamento radicale: la vera sicurezza si costruisce liberando le città dalla dipendenza del petrolio e tutelando la vita umana nello spazio pubblico. Come Fiab, forti di 172 Associazioni locali attive sul territorio italiano e 20 mila soci e socie che si muovono ogni giorno in bicicletta, continuiamo a svolgere il nostro ruolo di stimolo costante: giunta alla nona edizione l’iniziativa ComuniCiclabili, che ha già richiamato l’attenzione di 180 amministrazioni locali, accompagna i municipi di tutta Italia in un percorso virtuoso di attenzione alla mobilità attiva. In questo ambito, la scelta di Bologna come «Città 30» rimane un esempio eclatante e lungimirante: a due anni dall'introduzione del progetto, la riduzione del 12,5% delle collisioni e il salvataggio di 17 vite dimostrano in modo tangibile come sia possibile riorganizzare gli spazi urbani, moderare la velocità e garantire la mobilità automobilistica in totale sicurezza.*Presidente Fiab