Muoversi su due ruote non è più solo un passatempo o una scelta salutista, ma una filosofia di vita che ridisegna lo spazio pubblico. E i dati pessimi sulla sicurezza stradale diventano lo stimolo per accelerare la rivoluzione

Il 3 giugno 2026 si celebra la Giornata mondiale della bicicletta, una ricorrenza istituita dalle Nazioni unite che, anno dopo anno, sta smettendo di essere un semplice appuntamento ecologista per trasformarsi nel racconto di una metamorfosi quotidiana. Muoversi pedalando, infatti, non è più solo una scelta legata al tempo libero o al benessere personale, ma è un nuovo modo di concepire lo spazio urbano.

Giornata mondiale della bicicletta: una nuova cultura della strada

Perché le due ruote diventino davvero un mezzo di trasporto quotidiano alla portata di tutti servono però leggi e norme per la sicurezza stradale. I dati, messi in evidenza dalla Fiab (la Federazione italiana ambiente e bicicletta, parte della European cyclists’ federation, che coordina le reti ciclabili a livello europeo), rilevano che lavoro da fare in Italia per ridisegnare il rapporto con la strada è ancora moltissimo.

La sicurezza stradale che non c’è