Al Comune di Sommatino il sistema era collaudato. Servizi sotto soglia, inviti alle ditte edili amiche per gli appalti del Pnrr e mazzette e regali dopo l’aggiudicazione. È quanto emerge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dalla gip del tribunale di Caltanissetta Lorena Santacroce che ha già sentito otto indagati dopo la richiesta avanzata dai pm. Sei misure emesse, due rigettate e un’indagine più ampia perché alcuni assessori, pur non partecipando alla riunione di Giunta, sono risultati presenti. E tra loro c’è un agente che potrebbe avere anche conseguenze lavorative. L’uomo, infatti, stava rientrando in paese dopo essere stato al poligono di tiro per delle esercitazioni, mentre risultava presente alla seduta di giunta. Un corto circuito perché l’ex sindaco Totò Letizia non sapeva di essere intercettato. E quelle discussioni private ora rischiano di diventare una conseguenza giudiziaria e disciplinare in particolare per chi indossa una divisa.
Ieri mattina l’elicottero ha cominciato a sorvolare su Sommatino fin dall’alba, poi si è spostato sugli uffici del nucleo investigativo. Un risveglio amaro, un ciclone giudiziario che Sommatino si aspettava dopo le notifiche per gli interrogatori di garanzia avvenuti due settimane fa. Per la gip non ci sono dubbi: l’imprenditore agrigentino Diego “Dino” Caramazza «dalle conversazioni captate» appare soggetto «che ha stabilmente inserito nel proprio “libro paga” gli amministratori del Comune di Sommatino» ed avrebbe manifestato «l’intenzione di proseguire su tale linea, assicurandosi profitti mediante l’indebita influenza sulle procedure pubbliche nel contesto locale».







