L'Ardia di Sedilo 2026, la storica corsa equestre sarda, finisce nel mirino degli animalisti per i gravi rischi ai cavalli lanciati al galoppo giù da un pendio tra gli spari a salve in memoria di un’antica tradizione secolare

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Nel cuore della Sardegna, il comune di Sedilo, in provincia di Oristano, si trasforma ogni anno il 6 e 7 luglio nello scenario dell’Ardia di San Costantino, una delle manifestazioni tradizionali più note e frequentate dell’identità sarda. Questo secolare rito unisce fede e coraggio per rievocare simbolicamente la storica battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C., lo scontro in cui l’imperatore Costantino sconfisse i pagani segnando la svolta del Cristianesimo.

Il fulcro dell’evento è guidato da una figura apicale, il “Capocoras” (noto anche come prima pandela, ruolo quest’anno affidato a Davide Muscau, affiancato dai cavalieri Graziano Salaris e Marco Sotgiu), che ha il compito di guidare un gruppo di oltre sessanta binomi in una corsa sfrenata. Il percorso si sviluppa attorno al Santuario di San Costantino ed è caratterizzato da forti criticità strutturali: gli animali vengono lanciati alla massima velocità lungo la ripidissima discesa di Su Frontigheddu, per poi attraversare al galoppo l’arco della chiesa per sette giri consecutivi.