Un’operazione identitaria. Anzi, per dirla con chi bazzica nel Partito democratico da decenni, “doppiamente identitaria”. Viene dipinta così la decisione del Pd di riprovare ad acquistare L’Unità, il quotidiano che il partito aveva ereditato, fondato da Antonio Gramsci nel 1924. Elly Schlein ha deciso di provare a riappropriarsi del giornale per fare una “cosa di sinistra”, identitaria per l’appunto. Convinta com’è che sia la mossa giusta per riaffermare la collocazione del partito, soprattutto in vista delle Politiche, ma anche per evidenziare la ritrovata stabilità economica del Pd. Elemento non banale, visto che il tesoriere Michele Fina, che in questi anni ha lavorato per risanare le casse del partito, per l’acquisto del giornale dovrà mettere sul tavolo quasi un milione di euro.

Oltre che identitaria, è un’operazione nostalgia che ha la pretesa di guardare al futuro. A quello prossimo in particolare: “Avere un giornale durante la campagna elettorale può essere utile, certo bisogna avere il tempo di strutturarlo bene”, dicono fonti parlamentari del partito. E questo tempo potrebbe non esserci. Soprattutto se la trattativa con l’editore del giornale, l’imprenditore Alfredo Romeo che ha sospeso le pubblicazioni il 7 luglio, si blocca.