Il Pd vuole comprare l’Unità. E diventare editore puro del quotidiano che fu del Pci, senza imprenditori nel cda. I dem vogliono acquistare il quotidiano dall’attuale editore, Alfredo Romeo, che ieri ha rivelato l’esistenza di una trattativa, notizia anticipata da Dagospia. Secondo il sito di Roberto D’Agostino, la trattativa si sarebbe incagliata perché Romeo avrebbe chiesto di restare come socio di minoranza. Ipotesi non gradita al partito guidato da Elly Schlein.
Romeo, con una nota, accusa i dem di aver interrotto la trattativa, spiega di non avere mire economiche e di aver dato la disponibilità a cedere la testata a un «prezzo simbolico». E annuncia che da oggi il giornale non sarà più in edicola, per le «perdite di esercizio accumulate» dal 2023, quando il giornale era tornato dopo il fallimento dell’era Renzi, che lo aveva chiuso nel 2017.
DAL PD confermano di non volere imprenditori come partner, modello che era stato seguito dai Ds e poi dal Pd negli ultimi trent’anni, che si è rivelato però fallimentare. «I soldi li mettiamo noi, le partnership con imprenditori non sono opportune per un partito politico». E spiegano di non volere alcun regalo da Romeo: «Siamo disponibili a pagare la testata più dei 900mila euro tirati fuori all’asta nel 2022».












