Ibrahim Hossan, direttore della nazionale dell’Egitto e fratello gemello del CT Hossam Hassan, ha spiegato perché l’allenatore ha fatto il gesto delle braccia incrociate ai Mondiali nel match contro l’Argentina.
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Quando poco prima del fischio finale di Argentina-Egitto – sul punteggio di 3-2 per l'Albiceleste e il sogno di qualificarsi ai quarti dei Mondiali che stava definitivamente sfumando per la nazionale dei ‘Faraoni' – il CT egiziano Hossam Hassan ha alzato le braccia e le ha incrociate di fronte all'arbitro, tutti hanno pensato alla richiesta di attivazione del protocollo anti razzismo della FIFA. Quello è infatti il gesto introdotto dal massimo ente calcistico nel 2024 perché chiunque in campo possa segnalare immediatamente di essere stato oggetto di un gesto o una frase razzista da parte di un avversario o del pubblico. Niente di tutto questo è avvenuto allo stadio di Atlanta, stando alle dichiarazioni del fratello gemello del tecnico, Ibrahim Hossan: si tratterebbe invece di un gesto a significare genericamente la denuncia di un'ingiustizia subita, in base a una direttiva FIFA che peraltro è inesistente in questi termini.











