La riapertura del terminal di Roma Urbe inaugura ufficialmente la fase operativa della Regional air mobility italiana, il progetto di Enac che punta a costruire una rete di collegamenti aerei regionali capace di integrare aeroporti, territori e nuove tecnologie
Non soltanto il recupero di uno storico scalo romano. La riapertura odierna del terminal di Roma Urbe segna l’avvio operativo della Regional air mobility (Ram), il progetto con cui Enac punta a costruire una rete di collegamenti aerei regionali capace di valorizzare gli aeroporti territoriali, integrare il trasporto aereo con le altre modalità di mobilità e preparare il sistema italiano alle future evoluzioni dell’aviazione. Una strategia che guarda ai collegamenti di corto raggio, ai servizi per le aree interne e allo sviluppo dell’industria nazionale, individuando proprio nello scalo romano il primo banco di prova di questo modello.
Una rete per i territori
Per il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il progetto si inserisce nella più ampia strategia di sviluppo delle infrastrutture nazionali e del Piano nazionale degli aeroporti. L’obiettivo è rafforzare quei collegamenti che possono mettere in rete distretti produttivi e territori oggi meno accessibili. Da qui anche la convinzione che il sistema aeroportuale possa crescere ulteriormente: “Se vogliamo arrivare al 2035 a 300 milioni di passeggeri trasportati in Italia non possiamo dire di no agli investimenti. Se diciamo no noi, quei passeggeri andranno a Istanbul o a Monaco”. Una visione che, secondo Salvini, riguarda non solo il trasporto aereo ma la competitività complessiva del Paese. “Il trasporto aereo è business, turismo, lavoro e indotto. L’Italia nei prossimi dieci anni può correre”.









