Si passa da un terremoto all’altro nella politica britannica.
Così, poche settimane dopo le dimissioni del Premier Keir Starmer, costretto al passo in dietro dal fatto di essere stato sostanzialmente sfiduciato dal suo partito, arrivano le dimissioni da parlamentare di Nigel Farage, il leader di Reform UK, il partito nazionalista e xenofobo ad oggi più popolare del Regno.
Le dimissioni di Farage però non sono arrivate, come quelle di Starmer a seguito di una crisi di popolarità.
Al contrario la decisione del leader populista è conseguenza di uno scandalo e varie accuse di corruzione rivoltegli da inchieste del Times e The Guardian.
Cos’è successo lo spiega BBC: “Il Sunday Times ha riportato nel fine settimana che Farage non aveva dichiarato correttamente il sostegno del suo storico alleato George Cottrell, sostegno che, a quanto pare, includeva il pagamento di personale per la sicurezza e per i social media. È inoltre ancora sotto inchiesta da parte del commissario parlamentare per gli standard etici per non aver dichiarato una donazione di 5 milioni di sterline ricevuta da Christopher Harborne un investitore britannico in criptovalute residente in Thailandia, prima della sua elezione”.










