Biagio Marzo
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SALONE DELLE FESTE AL QUIRINALE CORAZZIERE CORAZZIERI
Come un fulmine a ciel sereno, è esploso il dibattito sul prossimo Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella è stato rieletto nel febbraio 2022 e il suo mandato scadrà nel 2029. Mancano ancora tre anni e, tuttavia, è già partito il toto-Quirinale.
Un esercizio quantomeno singolare, che finisce per apparire come una mancanza di riguardo nei confronti di un Capo dello Stato nel pieno delle sue funzioni. Nessuno parla di dimissioni anticipate di Mattarella. Eppure il circuito politico-mediatico sembra aver imboccato una strada tutta sua, trasformando una prospettiva lontana in un’emergenza del presente. È bastata una dichiarazione della presidente del Consiglio per alimentare un caso istituzionale. Giorgia Meloni ha sostenuto che anche il centrodestra può legittimamente aspirare a esprimere un Presidente della Repubblica. Un’affermazione difficilmente contestabile sul piano democratico. La reazione di una parte dell’opposizione è stata invece quella di evocare scenari allarmistici, quasi che il solo porre la questione costituisse una minaccia per l’equilibrio delle istituzioni.








