Milano, 8 lug. (askanews) – Rimane negativo l’export di vino italiano nel mondo (-8,3% a valore nel primo trimestre) e l’atteso rimbalzo della domanda statunitense tarda ad arrivare. Complici,secondo l’Osservatorio Uiv, i dazi, la svalutazione del dollaro e soprattutto il calo strutturale dei consumi di vino oltreoceano, in trend negativo ormai da 5 anni. L’export del primo quadrimestre 2026 scende a valore di un altro 15,4% dopo la chiusura, lo scorso anno, a -9,2%.
“Da aprile 2025 a fine marzo 2026 – ha detto oggi a Roma nel corso dell’Assemblea nazionale il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti – le nostre esportazioni verso gli Usa sono calate del 17%, per un gap tendenziale a valore di circa 340 milioni di euro. La tesi che gli americani anche con i dazi non rinunciano ai nostri prodotti è bella da raccontare ma nella realtà è sempre più difficile da gestire. Per il vino le tariffe sono la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma notiamo che anche altri comparti bandiera del made in Italy tradizionali sono andati in difficoltà; penso per esempio all’alimentare, alla meccanica, al mobile. L’imperativo oggi è moltiplicare la nostra presenza nel primo mercato al mondo attraverso i codici del commercio e non di quelli, preoccupanti, della politica”.







