Effetto dazi. E l’export del vino frena. Il dato si riferisce ad aprile e registra le esportazioni del vino italiano verso gli Stati Uniti: le rilevazioni parlano di un calo del 7,5% a volume e del 9,2% a valore (a quasi 154 milioni di euro), con un decremento del prezzo medio del 2%. Lo rileva l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), che ha elaborato i dati export relativi al primo mese soggetto ai dazi dell’amministrazione Trump (dal 2 all’8 aprile al 20%, in seguito al 10%).

LA NOVITÀ

Vini dealcolati, un passo avanti per la produzione in Italia. Ma resta il nodo delle accise

Il bilancio dei primi quattro mesi dell’anno, alla luce del calo di aprile, si attesta su un +0,9% a volume: numero influenzato dalla corsa alle scorte pre-dazi che c’è stata prima che la scure dei dazi si abbattesse sulle cantine italiane. Nello stesso periodo, dimezzata rispetto all’anno precedente anche la performance in termini di valore: +6,7%, 666 milioni di euro: appena un mese prima il saldo era +12,5%. Un crollo annunciato, rileva Uiv, che rende ancor più problematica la situazione complessiva nei mercati extra-Ue: -9% i volumi e -2,4% i valori.

“Da tempo – nota il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi – insistiamo nel guardare agli effettivi consumi e non solo ai dati sulle spedizioni, che solo ora si stanno allineando dopo le evidenti corse alle scorte. Uiv ritiene che si debbano affrontare con estrema urgenza – e sarà il tema chiave della prossima assemblea nazionale del 3 luglio - gli squilibri di mercato sempre più evidenti, anche in vista della prossima vendemmia”.