Il carcere di MonzaRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMonza, 8 Luglio 2026 - Un solo agente di polizia penitenziaria condannato per percosse a 2 mesi di reclusione con la pena sospesa e la non menzione della condanna sul certificato penale con 500 euro di provvisionale sul risarcimento dei danni al detenuto e atti rimandati in Procura per rivedere l'accusa di falso in atto pubblico.
E' la sentenza decisa oggi dal Tribunale di Monza per i 5 imputati accusati a vario titolo dei reati di lesioni aggravate, falso, calunnia, violenza privata e omessa denuncia per la vicenda di Umberto Manfredi, 52enne, ex collaboratore di giustizia, schiaffeggiato da un agente di polizia penitenziaria nell'agosto 2019 mentre si trovava all'interno del carcere monzese.
La Procura di Monza aveva chiesto la condanna a 2 anni e 3 mesi di reclusione ciascuno per i 4 agenti di polizia penitenziaria e un anno e 4 mesi con la pena sospesa per l'allora comandante di reparto facente funzioni in sostituzione del suo superiore in ferie, accusata di avere redatto un verbale non realistico dell’accaduto.
Secondo i giudici il falso sta invece nell'avere omesso di riferire degli schiaffi al detenuto, poi emersi dal video interno dopo che il Garante dei diritti dei detenuti aveva chiesto di fare luce sulla vicenda in seguito alla denuncia presentata da un parente dell'ex collaboratore di giustizia ad Antigone, l'associazione per la tutela delle garanzie nel sistema penale e penitenziario.








