HomeSienaCronacaRanza, presunte torture. Il caso finisce davanti alle sezioni unite della CassazioneIl sostituto procuratore aveva chiesto di annullare la sentenza con rinvio "Assenza di elementi sufficienti a pervenire all’affermazione certa di responsabilità del reato" da parte dei 5 della polizia penitenziaria.Il sostituto procuratore aveva chiesto di annullare la sentenza con rinvio "Assenza di elementi sufficienti a pervenire all’affermazione certa di responsabilità del reato" da parte dei 5 della polizia penitenziaria.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Laura ValdesiSIENAIl caso delle presunte torture nel carcere di Ranza a San Gimignano arriva all’attenzione del massimo organo supremo giudicante del nostro ordinamento: le sezioni unite della Corte di Cassazione. Questa la decisione presa ieri a Roma dagli Ermellini dopo la discussione del ricorso presentato da cinque della penitenziaria contro la condanna in appello che per tre di loro, qualora confermata, avrebbe potuto addirittura aprire le porte del carcere. Sebbene per pochi giorni in quanto le pene decise dalla Corte di Firenze erano di 4 anni e 20 giorni, 4 anni ed un mese e 4 anni e due mesi. Le altre due più basse, in un caso 3 anni e 8 mesi. L’ennesimo colpo di scena in quello che doveva essere l’ultimo capitolo giudiziario che vede al centro il trasferimento di cella di un detenuto tunisino nell’ottobre 2018. In primo grado, il 9 marzo 2023, il tribunale di Siena aveva inflitto 6 anni ad un ispettore superiore e a due ispettori capo. Per due assistenti capo, invece, 5 anni e 11 mesi e 5 anni e 10 mesi. La Corte di appello il 3 aprile 2025 aveva conservato il reato di tortura commesso da pubblico ufficiale ma ha condannato i 5 a pene ridotte, seppure, come detto, in tre casi superiori ai 4 anni.
Ranza, presunte torture. Il caso finisce davanti alle sezioni unite della Cassazione
Il sostituto procuratore aveva chiesto di annullare la sentenza con rinvio "Assenza di elementi sufficienti a pervenire all’affermazione certa di responsabilità del reato" da parte dei 5 della polizia penitenziaria.






