Ambiente 08 luglio 2026 La provincia ne ha introdotto l’uso per il controllo del cinghiale in via sperimentale dal 2027. Ma la misura non riguarda la caccia ordinaria ANSA Il tema della caccia continua a far discutere la politica italiana. Dopo le polemiche seguite all’approvazione al Senato, il 23 giugno, del cosiddetto “ddl Caccia” del centrodestra – che interviene sulle norme che regolano la caccia e la tutela della fauna selvatica – il dibattito si è spostato su una curiosa vicenda locale.

Il 7 luglio, in un post pubblicato sui social, Più Europa ha criticato la decisione della Provincia autonoma di Trento di consentire l’uso dell’arco contro i cinghiali. «Arco e frecce contro i cinghiali. Sembra il Medioevo, invece è il 2026», ha scritto il partito guidato da Riccardo Magi, collegando la notizia al disegno di legge sulla caccia ora all’esame della Camera.In effetti, a inizio luglio la Provincia autonoma di Trento ha aggiornato con una delibera le regole sul controllo faunistico, introducendo la possibilità di usare l’arco in casi specifici. Come vedremo, la misura però non riguarda la caccia ordinaria, che per il cinghiale resta sospesa, ma attività di controllo svolte da un gruppo ristretto di «controllori» già qualificati.