TRENTO, 03 LUG - Con un provvedimento proposto dall'assessore alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, la Giunta provinciale di Trento ha aggiornato la disciplina in materia di controllo del cinghiale per far fronte alla diffusione della specie, visti i frequenti danni alle coltivazioni agricole. È stata introdotta la possibilità di utilizzare l'arco e la sperimentazione inizierà dal 2027. L'arco, sottolinea la Provincia autonoma di Trento, può rappresentare un'alternativa alle armi da fuoco, che essendo rumorose possono spaventare altre specie anche in stagioni particolari, come quella riproduttiva. L'acquisizione dell'abilitazione al controllo del cinghiale con l'arco sarà subordinata al preventivo possesso della qualifica di controllore del cinghiale. È stata introdotta inoltre una nuova modalità chiamata "controllo mirato": il Corpo forestale del Trentino potrà organizzare delle attività avvalendosi dei cacciatori in possesso dell'abilitazione al controllo del cinghiale. Il coordinamento in questo caso, è in capo direttamente al personale del Corpo forestale del Trentino. Una possibilità applicabile su tutto il territorio ma volta principalmente ad ampliare la platea delle persone coinvolte nell'attività di controllo in aree "a densità zero", in deroga agli orari e ai periodi di caccia.