È la leva calcio-tennistica della classe ’87. Uno, in campo ad Atlanta, s’irradia dopo un’ora e venti di chiaroscuro e in una manciata di minuti disegna un assist al bacio, serpeggia nella difesa egiziana, segna, vince, scoppia in lacrime. L’altro, su un prato diverso, all’inglese, centra la sua 15esima semifinale nel tempio del tennis, al termine di un tour de force da più di cinque ore. Il 7 luglio è stato il giorno di due quasi-quarantenni che di salutare gli -enta e lo sport che li ha resi leggende proprio non hanno voglia: Lionel Messi ha ripescato un’Argentina che contro l’Egitto solleticava il baratro (erano 0-2 al 78’) e l’ha portata ai quarti del Mondiale, Novak Djokovic, forse al suo ultimo Wimbledon in carriera, ha retto la maratona con Felix Auger-Aliassime ed è ancora lì, a giocarsi il suo 25esimo Slam.
Djokovic e Messi, eterni a quasi 40 anni. E dopo un match di oltre cinque ore, Nole scherza sul capitano dell'Argentina: "Sarebbe bello giocare 90' come fa lui"
Il tour de force del tennista serbo, terminato poco dopo il successo dell'Argentina in rimonta contro l'Egitto, lo ha portato a una battuta in sala stampa. Entr











