Roma, 8 lug. (askanews) – Vincere una maratona è già di per sé qualcosa di speciale. Vincerla a 39 anni, quando il tuo avversario ne ha 25, rende la questione degna del termine impresa. Novak Djokovic impiega 5 ore e 15 minuti per avere la meglio su Felix Auger-Aliassime, prendendosi la semifinale contro Jannik Sinner a Wimbledon.

“Sarebbe stato bello – spiega con un sorriso il serbo, accostato subito a Messi secondo quanto riportato da Supertennis – giocare solo 90 minuti come lui, ma è stato fantastico far parte di una partita così epica, durata più di cinque ore. Non ricordo di aver mai giocato un match così lungo a Wimbledon. Forse la finale con Federer del 2019 si avvicina per durata (furono 4 ore e 55, ndr), ma questa è stata una battaglia incredibilmente equilibrata. Poteva vincere chiunque. Anche Felix ha giocato a un livello altissimo. Nel super tie-break ha abbassato un po’ il rendimento e io sono riuscito a sfruttare tutte le occasioni che ho avuto, restando lì fino alla fine e scegliendo i colpi giusti nei momenti decisivi. È bastato quello. Negli ultimi trenta minuti il pubblico era tutto in piedi. Credo che tutti abbiano capito quanto fosse speciale quel momento, anche per il fatto che stavamo lottando contro il ‘coprifuoco’ (alle 23, ndr). Sono davvero orgoglioso di essere uscito vincitore da una partita così”.