Milano, 8 lug. (askanews) – Il Consorzio tutela vini Suvereto e Val di Cornia chiede alla Regione Toscana di assumere un ruolo di regia più netto nella diffusione degli impianti da fonti rinnovabili in Val di Cornia, sostenendo che la somma di Battery Energy Storage System (BESS, sistemi di accumulo di energia a batteria, ndr), campi agrivoltaici, pale eoliche, cavidotti e opere di connessione rischi di modificare in profondità paesaggio, agricoltura ed economia del territorio. “Il recente progetto di installazione di un BESS da 100 MW a Suvereto rischia di essere solo il primo di una serie di graffi a un territorio – ha affermato il presidente Daniele Petricci – che negli ultimi quarant’anni si è immaginato un futuro diverso da quello industriale, fatto di tutela e valorizzazione delle proprie bellezze paesaggistiche e produzioni agricole di qualità”.
Il Consorzio sottolinea di non contestare i presupposti della transizione energetica verso fonti rinnovabili, la preoccupazione riguarda piuttosto il modo in cui questa transizione potrebbe tradursi sul territorio e le ricadute su un’area che lega la propria identità alla vocazione agricola, al vino e all’enoturismo. Per i viticoltori, il rischio non riguarda soltanto gli impianti di produzione, ma anche l’insieme delle infrastrutture necessarie al loro funzionamento, dai sistemi di accumulo ai cavidotti, dalle servitù alle stazioni e alle opere di connessione. Secondo l’ente consortile, una diffusione su larga scala di pannelli agrivoltaici e pale eoliche sottrarrebbe decine di ettari fertili alla loro destinazione agricola e l’impatto non si limiterebbe al settore vitivinicolo ma investirebbe la produttività agricola nel suo complesso e la stabilità economica di numerose aziende familiari che costituiscono una parte importante del tessuto socioeconomico locale e garantiscono continuità occupazionale sul territorio.









