HomeForlìCronacaProtesta contro gli impianti energetici: "Biogas e maxi batterie, mix esplosivo"A Malmissole, Durazzanino e Poggio è nato un comitato: "Bene le energie rinnovabili, ma non così concentrate". E insistono: "Il Comune deve ascoltarci". Fratelli d’Italia: "Chiederemo alla Regione di incontrare i residenti".Un’immagine dall’alto dell’impianto di biometano in via OrazianaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa coesistenza di infrastrutture energetiche a ridosso delle aree rurali forlivesi continua ad alimentare un acceso dibattito, tra le proteste dei residenti e le precisazioni della politica. Nelle frazioni di Malmissole, Durazzanino e Poggio la preoccupazione è legata alla forte concentrazione di impianti energetici e di stoccaggio previsti a brevissima distanza l’uno dall’altro.

I timori principali si concentrano in via Oraziana, dove c’è un impianto di produzione e stoccaggio di biometano da 4,2 milioni di metri cubi all’anno, a pochi metri dal quale sorgerà una stazione di accumulo elettrochimico tramite batterie agli ioni di litio (Bess). "Due tecnologie utili, se prese singolarmente – scrivono i rappresentati dell’apposito comitato nato nei paesi –, ma che rischiano di trasformarsi in un mix potenzialmente esplosivo se concentrate nella stessa, ristretta porzione di territorio". Il timore principale riguarda la sicurezza pubblica in caso di incidenti incrociati. "Un impianto di biometano processa e stocca gas ad alte pressioni, qui si creano delle vere e proprie bolle invisibili di aria e gas a rischio esplosione", spiegano i residenti, che vedono nei container del sistema Bess, con celle elettriche ad altissima intensità, un fattore di innesco in caso di cortocircuito.