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A Mashhad una folla di pellegrini attende il funerale di Khamenei mentre sono ricominciati gli attacchi Usa in Iran: lo racconta al Tg La7 l'inviato Luca Steinmann

Centinaia di migliaia di fedeli sciiti provenienti dall’Iran e da tutto il Medio Oriente - ma anche dall’Europa, Stati Uniti e altri luoghi del mondo - si accalcano all’interno del Santuario dell’Imam Reza, nella città iraniana di Mashhad, dove nelle prossime ore è atteso l’arrivo della salma di Ali Khamenei, che verrà sepolta dentro il santuario. I fedeli attendono per giorni e notti l’arrivo del corpo dell'ex guida suprema, pregando oppure intrattenendosi tra loro. Lo racconta l'inviato Luca Steinmann al Tg La7. Nonostante la nuova ondata di bombardamenti americani nella notte e il presidente statunitense, Donald Trump, abbia annunciato che la tregua tra i due paesi sia finita, la folla non si è dispersa e i funerali proseguono. Nelle prossime ore le autorità ritengono che arriveranno in città circa 15 milioni di pellegrini.

La moschea e la sepoltura di Khamenei

Questa moschea, spiega Steinmann, è la più grande al mondo in quanto a superficie e la sepoltura di Khamenei in questo luogo assume un profondo significato ideologico e politico. L’Imam Reza discendeva in linea diretta da Maometto e fu una delle 12 guide spirituali diventate, dopo di lui, punto di riferimento per gli sciiti. La sua tomba è il luogo di pellegrinaggio più sacro di tutto l’Iran. Questa sacralità assumerà caratteri politici nel momento in cui Khamenei verrà sepolto di fianco a lui e il defunto leader iraniano giacerà così nel luogo più sacro del Paese.