Per restituire i soldi pubblici c’è tempo. Soprattutto per le Olimpiadi “a costo zero” di Milano-Cortina. A fine gennaio, a solo 10 giorni dall’inizio dei Giochi invernali, il Consiglio regionale della Lombardia aveva approvato in fretta e furia un prestito da 5 milioni di euro all’ente che avrebbe gestito le Olimpiadi. Quel finanziamento, a tasso zero e senza alcun costo aggiuntivo per la Fondazione, aveva come termine per la restituzione il 31 luglio. Ora però un emendamento all’assestamento di Bilancio firmato dal meloniano Marco Alparone, vicepresidente della Regione, e approvato in commissione Bilancio, rimanda il termine da fine luglio al 30 novembre, mantenendo inalterate le condizioni tra Regione e Fondazione.

La destra che sostiene Attilio Fontana concede quindi altro ossigeno ai Giochi, palesando una situazione economica dell’ente tutt’altro che rosea. Non a caso, quando a febbraio la giunta andò in Aula a chiedere di approvare il prestito, il sottosegretario Raffaele Cattaneo descrisse una condizione allarmante, parlando di “massima urgenza di liquidità” da parte di Milano Cortina. Ora il tema si ripresenta con la Fondazione che chiede altro tempo per restituire i soldi. E la Regione accetta. Nell’emendamento si legge che “tale proroga” è stata “richiesta da Fondazione Milano Cortina in data 2 luglio 2026 per disporre di un più ampio margine temporale per la gestione dei flussi finanziari di cassa durante le attività di chiusura, rendicontazione e regolazione dei rapporti contrattuali con fornitori e stakeholders”.