LIMENA (PADOVA) - Ergastolo: è questa la richiesta di pena avanzata dal pubblico ministero Marco Brusegan per Alessio Battaglia, 43enne triestino accusato di omicidio volontario nell'ambito del processo per la morte di Franco Bernardo Bergamin. Il processo Il processo si è aperto il 13 aprile in Corte d’Assise a Padova. Battaglia è accusato di avere ucciso l'80enne Bergamin nell'abitazione di quest'ultimo, in via Papa Giovanni XXIII a Limena, dove il 43enne era ospite da alcuni mesi. I reati che gli sono contestati dalla pubblica accusa sono omicidio volontario, occultamento di cadavere, calunnia e indebito utilizzo della carta di credito del Bergamin. I familiari dell'80enne si sono costituiti parte civile con il legale Francesco Cibotto.
Il delitto Secondo quanto emerso dalle indagini, l'uccisione di Bergamin è avvenuta tra il 22 e il 23 febbraio 2025, quando Battaglia lo ha aggredito colpendolo alla testa e spezzandogli il collo. Un delitto maturato, sempre per l'accusa, per screzi di natura economica sul pagamento delle bollette e la gestione della casa. Battaglia avrebbe poi cercato di mascherare le tracce dell'omicidio sigillando il cadavere in un armadio, riempiendo la casa di profumatori ambientali e fuggendo. L'arresto è avvenuto il 5 marzo successivo, quando su segnalazione di alcuni vicini del Bergamin fu trovato il cadavere. Tracciando i pagamenti effettuati con la carta di credito della vittima gli inquirenti sono risaliti al 43enne, che aveva riparato nel Goriziano. Durante il processo Alessio Battaglia si è difeso sostenendo di aver aggredito Bergamin perché quest'ultimo gli aveva fatto delle avances, ma di averlo soltanto colpito al petto. Colpo per il quale l'80enne sarebbe caduto sul divano morendo solo molte ore più tardi. Una versione tuttavia smentita dai periti nominati dalla Procura, il medico legale Antonello Cirnelli e il radiologo Roberto Dal Borgo.







