LIMENA (PADOVA) - Si è aperto ieri mattina (13 aprile), davanti ai giudici della Corte d’Assise, il processo con imputato il 42enne triestino Alessio Battaglia accusato di avere ucciso il pensionato di 80 anni Franco Bernardo Bergamin, originario di Piazzola sul Brenta.

Battaglia era presente in aula, affiancato dall’avvocata Anna Maria Beltrame, capelli corti rasati ai lati e indossava un bomber: non ha proferito parola. Alla prima udienza c’erano anche i parenti della vittima, che si sono costituiti parte civile con il legale Francesco Cibotto. La difesa ha chiesto alla Corte la possibilità di poter giudicare l’imputato in rito abbreviato, ma questa opportunità potrà essere applicata solo se nel corso del dibattimento cadrà l’aggravante dei futili motivi così da permettere a Battaglia di godere di un terzo di sconto sulla pena. Il pubblico ministero Marco Brusegan, titolare delle indagini, ha accusato il 42enne triestino di omicidio volontario, occultamento di cadavere, calunnia e indebito utilizzo della carta di credito del pensionato.

Da tempo Battaglia era ospite a casa di Bergamin nell’abitazione di via Papa Giovanni XXIII a Limena. Con loro, in più di una occasione, era presente anche una donna di 43 anni amica dell’imputato e residente in provincia di Gorizia. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la sera del 23 febbraio dell’anno scorso Battaglia ha prima colpito alla testa il pensionato e poi gli ha spezzato il collo. Il movente, ancora secondo l’accusa, sarebbe da ricondurre ad alcuni screzi sui costi delle utenze della casa dell’anziano. Tuttavia le bollette venivano pagate con regolarità dalla vittima.