Storicamente, Piacenza è sempre stata percepita come una terra di passaggio. A cavallo tra Lombardia ed Emilia-Romagna, orgogliosamente emiliana ma segnata da una forte identità di confine, la città veniva già definita da Leonardo da Vinci nel Codice Atlantico come “terra di passo”. Una posizione che ne ha favorito la crescita e la capacità di relazione, lasciando però anche un’eredità simbolica: Piacenza come luogo da attraversare.
Oggi questa eredità viene riletta in modo diverso. È su questa linea che si muove l’Amministrazione comunale, insieme alla Regione Emilia-Romagna, con politiche mirate ad attrarre giovani, famiglie e talenti e a fare di Piacenza una città in cui studiare, lavorare e costruire il proprio futuro.
Il punto di partenza è l’università. Nell’anno accademico 2024/2025 Piacenza conta oltre 5.000 studenti universitari, di cui circa 3.400 fuori sede e più di 1.000 internazionali. Sono numeri importanti, che raccontano una città già attraversata da una presenza universitaria significativa, plurale e sempre più connessa alle trasformazioni del territorio. A questi dati si aggiunge il potenziale impatto dei nuovi corsi del Politecnico di Milano, che a regime potranno portare circa 500 nuovi studenti universitari. Anche sul fronte dell’abitare si registra un cambio di scala: con gli interventi sostenuti dal Pnrr, la città supera quota 1.000 posti letto in studentato.








