Roma, 8 lug. (askanews) – La malnutrizione nei pazienti oncologici rappresenta una delle principali criticità ancora sottovalutate nei percorsi di cura. Eppure le evidenze scientifiche dimostrano che una presa in carico nutrizionale precoce può migliorare la tolleranza ai trattamenti, ridurre complicanze e ricoveri, aumentare l’aderenza terapeutica e incidere positivamente sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza.
Questa, si legge in una nota, è la tematica al centro del Convegno “La sfida della nutrizione in oncologia: evidenze, pratiche e prospettive future”, promosso e organizzato a Roma da ISHEO, società di ricerca e consulenza per l’avanzamento degli outcome sanitari, in collaborazione con La Lampada di Aladino ETS, con il contributo non condizionante di BeOne Medicines Italy Spa e con il patrocinio di FAVO – Federazione delle Associazioni di Volontariato in Oncologia e AIOM – Associazione Italiana Oncologia Medica. In occasione di questo appuntamento si presenta il nuovo ISHEO Report dedicato al ruolo della nutrizione clinica nel percorso oncologico.
Nel 2025 in Italia sono stimati circa 390.000 nuovi casi di tumore e la malnutrizione interessa dal 30% al 60% dei pazienti oncologici: è quanto emerge dal Report, con percentuali che raggiungono l’80% nei tumori del distretto testa-collo e dell’alto tratto gastrointestinale. Ciò nonostante, sebbene oltre il 95% degli oncologi considera lo stato nutrizionale determinante per valutare la praticabilità e la tollerabilità delle terapie, solo nel 28% dei casi la valutazione nutrizionale viene realmente integrata nel programma terapeutico fin dalla diagnosi. Le conseguenze sono rilevanti. La letteratura scientifica evidenzia che la malnutrizione può aumentare il rischio di mortalità di oltre il 250% rispetto ai pazienti non malnutriti; si stima che tra il 20% e il 30% dei pazienti oncologici deceda per le conseguenze della malnutrizione piuttosto che per la progressione del tumore.








