Mercoledì sono stati resi noti i risultati dell’offerta pubblica di scambio con cui UniCredit puntava a comprare azioni di Commerzbank (una delle più importanti banche tedesche) scambiandole con proprie azioni. Gli azionisti di Commerzbank potevano aderire all’offerta di UniCredit entro venerdì 3 luglio, e alla fine lo hanno fatto per il 17,60 per cento delle azioni (poco più del 15 per cento previsto inizialmente dagli analisti). Insieme alla quota che già aveva, UniCredit arriverà quindi a circa il 47,59 per cento delle azioni di Commerzbank.

Questo permetterà a UniCredit di influenzare notevolmente le decisioni di Commerzbank perché di fatto ottiene un controllo determinante nell’assemblea dei soci. L’assemblea dei soci è l’organo che prende le decisioni più importanti in una banca (e nella maggior parte delle società): approva i bilanci, nomina i dirigenti principali e decide le strategie generali che dovranno essere seguite.

UniCredit potrebbe però incontrare delle difficoltà a causa dalla contrarietà del governo tedesco per questa operazione. Il governo di Friedrich Merz è contrario non tanto per ragioni economiche (UniCredit è una banca solida) quanto piuttosto per ragioni politiche: è molto impopolare e lasciare che una grossa banca tedesca sia comprata da una banca italiana lo espone alle critiche dall’estrema destra nazionalista di Alternative für Deutschland, che invece ha sempre più consensi.