La seconda metà dell’anno poggia su una delicata catena di tessere del domino, secondo un nuovo briefing di Oxford Economics, e la tenuta dell’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran è il fattore che determinerà come cadranno le altre.

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«La sua durata determinerà se l’economia mondiale beneficerà di una spinta disinflazionistica legata all’energia o dovrà assorbire un secondo shock petrolifero», ha dichiarato nel rapporto il capo economista globale Ryan Sweet, definendo l’intesa «la tessera di domino chiave che determinerà se gli altri rischi verranno amplificati o attenuati».

La società di consulenza prevede un’accelerazione dell’economia mondiale, con una crescita annualizzata del 3,1% nella seconda metà dell’anno contro l’1,6% stimato nella prima, grazie soprattutto al calo del prezzo del petrolio che si tradurrebbe in più reddito per le famiglie. Sweet, però, valuta le probabilità di un accordo duraturo come «un testa o croce».

Se la tregua reggerà, Oxford Economics prevede un Brent in media nella fascia bassa dei 70 dollari al barile, con un allentamento delle pressioni inflazionistiche e delle condizioni finanziarie nei mercati emergenti e nelle valutazioni dei titoli tecnologici.