Il remake di quello che in molti considerano il miglior Assassin's Creed di sempre è un prodotto di qualità che incarna un momento pivotale dell’industria dei videogiochi

Ad Assassin’s Creed Black Flag Resynced non manca nulla, ma nel processo di modernizzazione dell’iconico videogioco sui pirati potrebbe essere stata fatta qualche concessione di troppo. A un trattamento grafico impressionante è stato affiancato un nuovo sistema di combattimento e contenuti aggiuntivi (circa cinque ore di gioco totali) per offrire un’esperienza che anche l’appassionato più accanito dell’originale può apprezzare. La storia di pirateria e scoperta di sé di Edward Kenway, e le sue avventure a colpi di cannoni, continuano a fare da colonne portanti e l’esperienza merita di essere rivista: come si suol dire, però, Black Flag Resynced è la dimostrazione del fatto che c’è un motivo se “non li fanno più come una volta”.

Cosa aspettarsi da Black Flag Resynced

Oggi come allora, questo Assassin’s Creed offre dozzine di ore di intrattenimento a base di battaglie navali, sezioni di stealth (ora molto meno punitive rispetto all’originale), combattimenti a colpi di sciabola e un arco narrativo ben pensato ed eseguito. La storia riesce ancora a tenere chi gioca sulle spine, la progressione dà un percepibile senso di miglioramento del personaggio e l’età d’oro della pirateria di inizio ‘700 rimane uno dei periodi storici più interessanti mai esplorati da questa serie di videogiochi. Il merito più grande di questo titolo, però, è che resta un luogo terzo dove è piacevolissimo passare il proprio tempo. Che sia tra le strade dell’Avana, tra le rovine di un tempio maya o navigando il mare dei Caraibi, Black Flag Resynced è un posto tranquillo dove dimenticarsi dei problemi del mondo esterno tra colpi di cannone e canzoni da marinai cantate a squarciagola dalla ciurma.