Nel 2013 Assassin's Creed IV: Black Flag arrivò alla fine di una generazione di console e diventò, per buona parte di chi ci ha giocato, il capitolo che si ricorda meglio della saga. Merito di Edward Kenway e dei Caraibi, ma soprattutto di una nave, la Jackdaw, che si poteva portare da un'isola all'altra mentre l'equipaggio cantava. Il problema è che a terra e in mare sembravano due giochi diversi, separati da una schermata di caricamento.

Black Flag arrivò anche con un piccolo tradimento dentro. Per cinque capitoli la saga aveva raccontato assassini mossi da una causa, da Altaïr a Ezio fino a Connor. Edward Kenway no: è un pirata che ruba la veste a un assassino morto e si finge lui per soldi, e nel Credo ci finisce dentro quasi per sbaglio, controvoglia. Un protagonista cinico al posto degli idealisti di prima. Eppure è proprio quello scarto, un eroe meno nobile e più umano in un mondo di pirati, ad aver riportato molti giocatori dentro Assassin's Creed dopo l'accoglienza tiepida del capitolo precedente.

A tredici anni di distanza Ubisoft lo ha rifatto da capo. Un remake vero, con gli asset ricostruiti da zero e l'ultima versione del motore Anvil, lo stesso di Assassin's Creed Shadows. Si chiama Black Flag Resynced ed esce il 9 luglio su PS5, Xbox Series X/S e PC. La schermata di caricamento tra la terra e il mare non c'è più. L'acqua reagisce al meteo e i colori dei Caraibi sono tornati quelli che i giocatori credono di ricordare, più accesi di quanto fossero davvero.