In attesa di capire se davvero il governo azionerà il golden power per salvaguardare il cantiere italiano da possibili usi impropri della tecnologia da parte dell’azionista cinese Weichai, le rassicurazioni dei vertici del gruppo degli yacht circa la chiusura della divisione Difesa vacillano. Ecco perché
Mentre al ministero per le Imprese si lavora ancora per capire se e come azionare il golden power per arginare la presenza cinese in Ferretti, ci si chiede se per davvero il cantiere nautico di proprietà del gruppo Weichai, colosso del Dragone attivo nella produzione di macchinari e motori destinati all’industria pesante, abbia davvero seppellito la tanto contestata divisione Difesa. Il punto è centrale.
Come noto, tra i timori del governo italiano c’è quello di un uso della tecnologia e del know how Ferretti per scopi che con la cantieristica di lusso hanno poco a che fare. Weichai, che lo scorso mese di maggio è uscito vincitore dalla battaglia in assemblea contro gli azionisti di minoranza riconducibili alla holding ceca Kkcg (quest’ultima, però, ha presentato ricorso in tribunale, con la prima udienza fissata per il 23 lugli), ha d’altronde un ampio ventaglio di business. Nulla, dunque, impedisce di avere dubbi circa l’impiego della tecnologia Ferretti.






