Il motivo della disavventura è un problema comune ai tennisti che ogni anno partecipano al torneo inglese. Perché in molti preferiscono sistemazioni private rispetto agli alberghi e quanto costano.
Flavio Cobolli ha risolto il "problema casa" a Wimbledon grazie a suo nonno.
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Flavio Cobolli è riuscito a mettere un tetto sopra la testa. Sì, a Wimbledon, ha rischiato di restare senza casa perché l'affitto di quella prenotata era scaduta. Nemmeno lui s'aspettava di spingersi così avanti in tabellone e aveva pianificato la propria sistemazione per un periodo breve, ma la qualificazione ai quarti ha cambiato tutto nel bene e nel male… qualche grattacapo gliel'ha creato, per fortuna è riuscito a risolverlo grazie all'aiuto del nonno che gli ha rimediato un nuovo alloggio presso una famiglia italiana. "Li ringrazierò quando lo vedrò", ha ammesso in conferenza. Questa volta, la storia ha avuto un lieto fine per il tennista romano rispetto alla brutta disavventura vissuta l'anno scorso a causa di divergenze coi proprietari per le condizioni dell'abitazione. Il motivo delle difficoltà logistiche, però, è lo stesso col quale ogni anno si confrontano tanti giocatori per due ragioni: sia perché non tutti possono sapere di preciso qual è il periodo di permanenza nel torneo sia per esigenze pratiche.











