Cobolli ha vanificato uno splendido torneo a Wimbledon perdendo nei quarti contro Fery, numero 114 al mondo. Dopo la partita ha fatto autocritica.

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Il tennista romano aveva una grande occasione, ma l'ha sprecata. Flavio Cobolli si era qualificato brillantemente per i quarti di Wimbledon, da numero 10 ATP, la semifinale era a vista, perché Arthur Fery, l'avversario dei quarti è il numero 114 al mondo sembrava un rivale di poco conto e invece ha vinto l'inglese per 3 set a 0. Semifinale sfumata, restano i quarti, un buon percorso e i tanti punti per il Ranking. Dopo la partita l'italiano ha spiegato cosa gli è successo sul Center Court più famoso al mondo.

"Gestisco in modo sbagliato le partite in cui sono favorito" Il romano un anno fa giocò un quarto di finale straordinario contro Djokovic, stavolta non è stato così. Eppure oggi è molto più forte, top ten, finalista al Roland Garros e numero 5 nella Race. Tutti questi risultati paradossalmente gli hanno creato qualche difficoltà. In conferenza stampa ha parlato del peso delle aspettative che ha sentito tantissimo sulle spalle: "Gestisco ancora nel modo sbagliato le partite in cui sono il favorito. Non avrei mai immaginato di giocare un quarto di Slam come favorito così netto, devo imparare a gestire quella situazione". Poi ha rincarato la dose contro sé stesso: "Giocare un quarto di finale contro un ragazzo che aveva già disputato una maratona e con un ranking inferiore al mio hanno influito. Forse come dice il mio team, non sono stato così umile sin dal primo punto dell'incontro. Forse ero nervoso, ho sentito la pressione che normalmente non provo".