“Non so cosa dire, sono molto triste con il casino che ho fatto“. Flavio Cobolli esordisce così in conferenza stampa dopo la sconfitta con Arthur Fery ai quarti di finale di Wimbledon, arrivata in tre set con il punteggio di 6-4 7-6(4) 6-0. “Non ho sottovalutato Fery, però è capitato varie volte quest’anno di perdere contro giocatori con la classifica nettamente più bassa della mia – aggiunge -. È capitato di perdere con giocatori fuori dalla top 100”, ha spiegato l’azzurro.
Una prova decisamente sottotono per Cobolli, che – a eccezione del primo game del secondo set, quando ha ottenuto l’unico break del suo match – non ha mai vinto i punti decisivi, perdendo i primi due set proprio nel momento clou. Break subìto nel decimo game, al primo set point concesso, poi mini-break decisivo in apertura del tie-break del secondo set, quando Fery ha poi preso il largo.
“Il mio inconscio a volte mi fa pensare che sono un giocatore da battere e mi trovo a combattere i miei mostri in campo. Non voglio dire che non sono stato umile, anche perché ho giocato la partita come se fosse la finale. Dobbiamo capire dove si può migliorare, perché non voglio che riaccada più”, ha proseguito Cobolli.
Dall’altra parte però c’è stato un tennista che ha giocato una partita super. Fery, infatti, da Wild Card ha giocato un match pazzesco, conquistato la sua prima storica semifinale a Wimbledon. Preciso, propositivo, offensivo, coraggioso e con grande personalità nei momenti che contavano, l’inglese ha meritato la vittoria. “Ho sentito di non aver espresso neanche il 50% del mio tennis, però anche per merito suo: è stato più forte di me”, ha concluso Flavio Cobolli. Si ferma così ancora ai quarti il torneo dell’azzurro, che già nel 2025 era arrivato tra i migliori otto dello Slam londinese. Un periodo comunque positivo per l’azzurro, che poco più di un mese fa ha anche giocato la finale al Roland Garros.











