Sindaci e organizzazioni sindacali denunciano carenze e problemi del 118 nella provincia di Vibo, ma Azienda Zero ribatte: «In Calabria più ambulanze che in altre regioni ma il problema sono l’80% delle chiamate improprie, così come gli accessi al Pronto soccorso».
VIBO VALENTIA – Una Conferenza dei sindaci durata oltre 5 ore quella svoltasi ieri pomeriggio al palazzo municipale di Vibo; d’altronde, gli argomenti erano di stretta attualità: le problematiche attinenti il 118 e le guardie mediche nel territorio provinciale. Alla fine, la prima tematica ha assorbito gran parte della discussione. Da un lato i sindaci (circa 30) del Vibonese, le organizzazioni sindacali e le associazioni, dall’altra il commissario dell’Asp di Vibo, Angelo Sestito, il direttore sanitario Ilario Lazzaro, e soprattutto il direttore sanitario di Azienda Zero, Domenico Minniti che ha snocciolato una serie di numeri e dati.
IL SINDACO-SANITARIO: “OGNI GIORNO MI FACCIO IL SEGNO DELLA CROCE”
Coordinata dal presidente Salvatore Fortunato Giordano, l’assemblea è iniziata con gli interventi della platea. L’esordio è toccato al sindaco di Pizzoni, Vincenzo Caruso, tra l’altro dipendente del 118 da ben 25 anni scattando un’istantanea molto problematica della situazione nella fascia montana: “Adesso – ha affermato – per lavorare mi faccio il segno della croce. In questi 25 anni la postazione di Soriano non è mai rimasta scoperta ma a giugno di quest’anno la gestione, col passaggio ad Azienda Zero, abbiamo registrato ben 28 turni scoperti, qualcuno dei quali anche a Serra San Bruno con ripercussioni molto pesanti per la cittadinanza per via della viabilità. Ho parlato con i vertici Asp ma nulla si è fatto e continua quindi ad esserci una interruzione di pubblico servizio, quindi, un reato penale”.








