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Ieri il problema si è presentato a Vibo, dove l’ambulanza per prestare soccorso dopo un incidente stradale è dovuta arrivare da Polistena; qualche giorno fa a Serra, dove l’ambulanza è arrivata da Palmi. La recente riforma del 118 continua a fare acqua da tutte le parti, in quanto non sta consentendo la capillarizzazione necessaria del servizio che, per funzionare, dovrebbe essere il più diramato possibile su ogni territorio. A far discutere non è solo l’accentramento in Azienda Zero della gestione delle ambulanze (la gestione da Cosenza di tutto il servizio non comporterebbe grossi inconvenienti se i mezzi fossero ben dislocati su tutto il territorio calabrese) ma è soprattutto l’impossibilità per medici e infermieri di poter effettuare straordinari. Se prima della riforma il 118 faceva fronte alla cronica carenza di organico attraverso le prestazioni aggiuntive (essenziali per far funzionare il sistema) con la “rivoluzione” in atto ciò non è più possibile. Medici, infermieri e autisti non possono più superare il monte ore ordinario (250 h): ed è questo il motivo per il quale si stanno creando disservizi, con turni scoperti e mezzi che non possono partire.








