La coppia: "Esausti ma estremamente sollevati" "Siamo esausti ma estremamente sollevati. Abbiamo creduto in noi stessi e in chi ci ha aiutato, sperando che arrivassero i soccorsi", hanno affermato i due poco dopo essere stati recuperati. "Il giorno prima avevano sentito gli elicotteri, ma dal bosco non erano riusciti a farsi vedere", conclude Giordani. L'ultimo contatto avuto dai due con i familiari risaliva alle ore 22.30 di mercoledì scorso. Da lì, il silenzio. L'allarme è scattato poi lunedì quando non erano rientrati e i loro telefoni risultavano irraggiungibili. I carabinieri hanno rinvenuto l'auto al Rifugio Pordenone e al Rifugio Padova nessuno li aveva visti. È a quel punto che si è attivata la macchina dei soccorsi: campo base a Pian Pinedo di Claut, Soccorso alpino della Valcellina, Cadore e Veneto, vigili del fuoco, Guardia di finanza, Protezione civile, carabinieri, droni e quattro elicotteri. Prima i sorvoli in elicottero e poi le squadre in quota e battute nei canaloni, sui ghiaioni e lungo i vecchi sentieri. "L’Italia deve essere così, bisogna aiutarsi", hanno affermato Davide e Chiara ringraziando tutti coloro che hanno partecipato alle loro ricerche e al loro salvataggio.