Spy story

Lorenzo Vita

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La caccia all’uomo, o meglio, alla donna, è finita. Anastasia Berezovska, la principale indiziata del tentativo di omicidio di Vadim Ermolaev, è stata trovata morta in un luogo non meglio specificato dell’Ucraina. Il cadavere non ha lasciato dubbi. Sulla testa della donna sono state trovate ferite da arma da fuoco e, poco lontano, un bossolo. Una vera e propria esecuzione. E del resto, per le autorità locali, i dubbi sono stati da subito molto pochi. Dopo il ritrovamento del cadavere, la polizia ha comunicato di aver arrestato due sospettati dell’omicidio. Un uomo è un ex agente delle forze dell’ordine. L’altro, invece, è un ufficiale in servizio presso l’intelligence militare di Kyiv, il Gur. Proprio quest’ultimo, come ha riportato il Financial Times, ha confessato di aver assassinato Berezovska insieme all’altro fermato. Secondo il comunicato delle autorità ucraine, l’agente dei servizi ha chiarito di aver agito in autonomia, senza aver informato i suoi superiori né dell’operazione né dei contatti avuti in precedenza con la donna. Ma la situazione appare ancora estremamente fumosa, come per qualsiasi omicidio che riguarda l’intelligence e soprattutto il complesso triangolo tra Kyiv, Mosca e, in questo caso, il principato di Monaco.