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L’Annunziata prova a cambiare racconto partendo dai numeri. Non dalle promesse, non dagli annunci, non dalle formule di rito. Vitaliano De Salazar lo dice senza troppi giri di parole: «La sanità si fa con i dati, non con le chiacchiere». E i dati, messi in fila ieri mattina dal direttore generale dell’Azienda ospedaliera, raccontano tre anni e mezzo di gestione segnati da un obiettivo preciso: curare di più, spendere meglio, restituire fiducia a un ospedale per troppo tempo identificato solo con le sue criticità. Il primo punto è il bilancio. La perdita d’esercizio è scesa dai 32.300.436 euro del 2023 ai 29.359.310 del 2024, fino ai 13.404.812 del 2025. Quasi il 60% in meno. Il dato pesa ancora di più perché non arriva insieme a una contrazione dell’attività sanitaria. La produzione cresce di circa 22 milioni rispetto al 2022: l’attività di ricovero passa da 78 milioni a 92,3 milioni nel 2025, la specialistica ambulatoriale sale da 24,2 a 32 milioni.

Il punto politico e gestionale è tutto qui: meno disavanzo e più prestazioni. De Salazar rivendica una riorganizzazione dei processi, un controllo più stretto della spesa, una macchina amministrativa meno dispersiva e una maggiore capacità di risposta. L’Annunziata resta il grande ospedale della provincia, hub e Dea di secondo livello, il luogo nel quale arriva la domanda più complessa. Il pronto soccorso continua a essere la porta più esposta: circa 200 accessi al giorno, con punte fino a 300, percorsi distinti per codici di triage e spazi dedicati ai casi meno gravi.