HomePisaCronacaCure dal Senegal a Pisa: "Rinato dopo l’operazione". Gara solidale per un bimboBamba, 5 anni, è stato accolto nella nostra città e guarito all’ospedale Meyer. Il trasporto curato dai volontari della Pubblica assistenza di Cascina.Il piccolo Bamba con la zia, il presidente Dieng e lo staff. del MeyerRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguicidi Antonia Casini

Bamba stringe un orsacchiotto felice: ora può mangiare. Ha viaggiato dal Senegal a Pisa, a maggio, con una grande speranza. Un’aspettativa mantenuta grazie a un lunghissimo abbraccio formato da tante persone. Il bimbo di 5 anni, dopo un’operazione al Meyer, adesso può nutrirsi come tutti. La sua storia l’avevamo raccontata quando è arrivato, ma in questi giorni è stato dimesso e sta bene. Il sogno della famiglia del piccolo è cominciato quando Ibrahima Dieng, presidente della comunità senegalese e della Comunità migranti di Pisa, si è imbattuto in un appello su Youtube di Abdou Khadre Séck, padre di Cheikh Ahmadou Bamba. Bamba, quando aveva due anni ha avuto un incidente domestico che gli ha causato gravi problemi allo stomaco. "Da allora non poteva più ingerire pietanze normalmente: il cibo gli veniva somministrato attraverso dei tubicini". Era stato operato già una prima volta in Senegal. I medici non potevano fare altro per lui. E qui è subentrato Ibra, che ha già aiutato altri bambini del ’suo’ Senegal. "Ho chiamato l’ospedale Meyer: i vertici mi hanno risposto subito che lo avrebbero curato gratuitamente. Bamba con i suoi parenti è giunto a Pisa i primi di maggio. Le visite e l’intervento. "Poi potrai tornare nel tuo Paese", gli ripetevano tutti per incoraggiarlo. Ma lui, coccolato, rispondeva che sarebbe rimasto lì, nonostante le cure quotidiane. Dieng, che si era reso disponibile per ospitarlo, aveva fatto appello attraverso La Nazione per trovargli un trasporto. All’appello ha risposto la Pubblica assistenza di Cascina con i suoi volontari dal cuore grande che hanno condotto Bamba a Firenze per tutto l’iter sanitario. I Missionari Comboniani del capoluogo toscano hanno poi accolto il piccino e i suoi parenti dopo le dimissioni. "Ringrazio davvero molto la direzione, tutti i medici, gli infermieri e le persone che hanno lavorato per accogliere il bimbo. Rinnovo i ringraziamenti a Vanessa Marchese dell’Inca (sindacato) di Dakar, in Senegal, e i suoi collaboratori che ci hanno aiutato a semplificare le pratiche e hanno sostenuto la famiglia del bimbo. Poi l’ambasciata italiana in Senegal. Bamba ora avrà un futuro grazie al sostegno di tutti loro". L’anno scorso era stata la storia di Babacar a conquistare tutti. Il bimbo con una grave e rara malattia agli occhi. Anche lui è stato visitato e curato all’ospedale specializzato nell’infanzia grazie a Ibrahima che si è attivato per far arrivare la sua famiglia in Italia. Ibra, biciclettaio storico di Papini, sul lungarno, che invia sempre materiale, soprattutto sanitario, nel suo Paese.