"Basta con l’uso prolungato dello staff leasing. Oltre 60 persone lavorano con questa formula contrattuale da circa 7 anni. E’ bene che questi lavoratori siano immediatamente riconosciuti come personale diretto della Takeda". Lo dicono le Usb in presidio davanti alla Takeda di Ospedaletto. Il sindacato è "parzialmente soddisfatto della sospensione fino al 31 luglio di ogni iniziativa prevista dalla procedura relativa all’interruzione del rapporto commerciale con Adecco. Si tratta però, di un primo risultato che mantiene aperto il confronto, ma che non modifica la sostanza della vertenza". Per Simone Selmi di Usba: "Il rinvio non è una soluzione: l’obiettivo resta il ritiro definitivo della procedura e la piena tutela di tutti i posti di lavoro. Per questo chiediamo che Takeda presenti un vero piano industriale per il sito di Pisa, con investimenti certi, nuove attività produttive e garanzie occupazionali".

Le Usb tornano sullo staff leasing: "Rappresenta un problema che va ben oltre questa singola procedura. Parliamo di persone che da anni lavorano quotidianamente dentro Takeda, svolgendo le stesse mansioni dei dipendenti diretti, contribuendo agli stessi risultati e garantendo la continuità produttiva dello stabilimento. È inaccettabile che oggi vengano considerate un costo da eliminare". Selmi aggiunge: "Abbiamo già avviato un percorso legale per verificare la legittimità dell’utilizzo dello staff leasing all’interno di Takeda, anche alla luce dei principi affermati dalla giurisprudenza europea. Il prossimo passaggio sarà il tavolo convocato dalla Regione Toscana il 9 luglio, dove chiederemo alle istituzioni di assumere un ruolo attivo affinché Takeda presenti un piano credibile di sviluppo del sito di Pisa e garantisca la salvaguardia dell’occupazione".