L’Enpa: uccisi dai veleni o per timore di contagiRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciDurante la cerimonia del 50esimo a Seveso, Enpa ricorderà la strage degli animali: oltre 80mila morirono direttamente o indirettamente a causa della contaminazione. Tra le vittime c’erano animali domestici come cani, gatti e pesci; animali da cortile e da reddito, tra cui galline, conigli e bovini e numerose specie selvatiche, soprattutto uccelli.
Molti morirono a causa degli effetti diretti della contaminazione, mentre altri furono abbattuti nei mesi successivi per evitare l’ingresso della diossina nella catena alimentare. Altri ancora furono utilizzati per studi e sperimentazioni finalizzate a comprendere gli effetti della sostanza tossica sugli organismi viventi. I resti degli animali, insieme ai materiali contaminati provenienti dall’area colpita, furono sepolti in due grandi vasche impermeabilizzate realizzate tra Seveso e Meda. In quei siti finirono anche macerie degli edifici demoliti, oggetti personali, attrezzature impiegate nelle operazioni di bonifica e strati superficiali di terreno contaminato.
Seveso è uno dei comuni oggi convenzionati con Enpa Monza e Brianza per la gestione del randagismo e i servizi di tutela degli animali sul territorio. Anche per questo Enpa sarà presente alle commemorazioni una delegazione della sezione, guidata dal presidente Giorgio Riva, per ricordare le oltre 80 mila vittime animali di una tragedia che ha segnato profondamente la memoria collettiva della Brianza.









