Cartelli e striscioni per urlare basta alla presenza di animali nei circhi. C’erano anche bambini nel passeggino o sulle spalle dei papà a sventolare i manifesti, mentre gli adulti indossavano maschere di scimmie o ippopotami perché gli animali possano ritrovare la libertà perduta. Il presidio annunciato dal ‘Coordinamento no circo animali’ per la serata di lunedì davanti all’entrata del circo Rolando Orfei a Miramare, ha raccolto fino a duecento persone nell’ora e mezza in cui si è svolta la protesta. "Una parte della città ha ribadito con forza che la vita degli animali selvatici tenuti in gabbia e addestrati con strumenti coercitivi nei circhi non può essere uno spettacolo". Alla manifestazione ha partecipato anche Rimini in Comune-Diritti a Sinistra.
Il circo nei giorni scorsi aveva già fatto parlare di sé per la presenza in strada di un cammello uscito dal proprio recinto. Dopo la ‘fuga’ è arrvato il presidio. "Continueremo a mobilitarci in queste settimane – assicurano dal Coordinamento -, martedì alle 16 ci incontreremo a Casa Madiba, per un laboratorio creativo e performativo ‘No al circo con animali’ e venerdì 17 luglio ritorneremo a presidiare il Circo Orfei a Miramare". Prima che il circo levi le tende con l’ultima giornata prevista il 19 luglio, ci sarà ancora l’occasione per portestare. In Italia una legge per lo stop all’utilizzo di animali dei circhi c’è fin dal 2022, ma la mancanza di decreti attuativi e il progressivo spostamento del termine ultimo entro il quale attuarla, ne hanno limitato l’applicazione. Al contrario per il Coordinamento locale diviene necessario "porre fine allo sfruttamento degli animali nei circhi e promuovere forme di intrattenimento più etiche, come il cabaret di circo acrobatico, che vede diverse esperienze di scuole e accademie presenti e attive nel territorio che necessitano di spazi e riconoscimenti. Perché non valorizzare queste esperienze, anziché favorire pratiche di sfruttamento e maltrattamento sugli animali selvatici tenuti in gabbia?".








