Preoccupazione per il futuro occupazionale della centrale geotermica di Cornia. I sindaci grossetani Nicola Verruzzi (Montieri) e Giacomo Termine (Monterotondo Marittimo), insieme agli altri primi cittadini dell’area geotermica tradizionale, lanciano un appello a Enel affinché garantisca i livelli occupazionali e il mantenimento del presidio industriale. A destare allarme sono le notizie emerse nelle ultime settimane sulla situazione dello stabilimento, dove si parla di sospensioni temporanee dell’attività, mancati rinnovi contrattuali e incertezze sul futuro di una parte dei lavoratori. Uno scenario che, se confermato, potrebbe avere ripercussioni non soltanto sui dipendenti e sulle loro famiglie, ma anche sull’economia dei territori che da decenni convivono con la geotermia. Per i due sindaci grossetani la produzione geotermica rappresenta una risorsa strategica per l’Amiata e per le Colline Metallifere, un comparto che nel tempo ha garantito occupazione e sviluppo.

Per questo chiedono che la tutela dei posti di lavoro diventi una priorità e che non venga meno il ruolo industriale dell’impianto. Nel documento sottoscritto insieme ai sindaci di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina e Radicondoli, gli amministratori chiedono a Enel di fare piena chiarezza sul futuro della centrale di Cornia e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali e con le istituzioni locali, individuando soluzioni capaci di assicurare continuità lavorativa e stabilità occupazionale. "I territori che da decenni ospitano gli impianti geotermici e contribuiscono alla produzione di energia rinnovabile – sottolineano i sindaci – non possono assistere a un progressivo indebolimento del tessuto lavorativo collegato a questo settore".