Non servono imposizioni, ma serve ascolto. Lo sostengono i Centri integrati di via, i Civ del ponente genovese che manifestano tutta la loro preoccupazione per l’andamento del dibattito pubblico sulla realizzazione del forno elettrico a Cornigliano. «Una decisione che, se confermata, rischia di segnare ancora una volta il destino di un territorio che da decenni subisce servitù industriali senza mai beneficiare di reali prospettive di crescita e sviluppo», afferma Massimo Oliveri, presidente del Civ di Cornigliano.
La discussione attorno al forno elettrico «si è finora svolta senza un vero confronto con le categorie economiche del territorio. Nessun tavolo di ascolto, nessuna consultazione con gli operatori commerciali, nessuna condivisione con chi vive e lavora ogni giorno nel Ponente». Al termine dell’incontro in Prefettura il ministro delle Imprese Adolfo Urso aveva sottolineato la sostanziale convergenza degli enti locali sul progetto del forno, anche se su Repubblica la sindaca Silvia Salis ha precisato che si tratta di una “ipotesi” che andrà verificata con attenzione, prima di arrivare alle decisioni definitive.
Silvia Salis: “Nessun sì a priori al forno elettrico a Genova, ma l’Ilva qui deve avere un futuro”











