Una partecipazione da tutto esaurito a Cabernardi per la proiezione di Pane e zolfo, il corto del 1956 di Gillo Pontecorvo sui minatori locali. L’evento, promosso da Comune, associazione "La Miniera" e Fondazione Marche Cultura - Marche Film Commission, ha celebrato la prima visione della versione restaurata e digitalizzata a colori dalla Cineteca di Bologna. La proiezione ha rievocato la storica protesta dei "Sepolti Vivi", restituendo un pezzo di memoria collettiva. Il pomeriggio ha ospitato il talk Voci dalla miniera, moderato da Alberto Orioli, con la presenza del regista Marco Pontecorvo, figlio di Gillo: "Oggi per me è un’esperienza e un’emozione particolare. Qui si entra in un mondo che non conoscevo. Guardando questo lavoro immagino le difficoltà degli inizi, eppure c’è già un’anima, uno sguardo che si riconosce chiaramente". Il sindaco Maurizio Greci ha sottolineato: "Poterlo oggi rivedere a colori significa riscoprire un patrimonio straordinario e restituire nuova forza a una memoria che continua a essere parte della nostra identità". Il presidente di Marche Cultura, Andrea Agostini: "Quando nel 1952 qui si scriveva la storia, a 500 metri sotto terra, nel buio, c’era chi vedeva la luce e la speranza". In chiusura, la proiezione di Macchina Continua di Ruben Gagliardini.
Sassoferrato, successo per la proiezione della versione restaurata di "Pane e zolfo"
Una partecipazione da tutto esaurito a Cabernardi per la proiezione di Pane e zolfo, il corto del 1956 di...







