Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro ospitato lunedì in Provincia sulla vertenza Club House Italia, l’azienda forlivese che produce arredi di lusso.
Al tavolo erano presenti la Regione, l’Agenzia regionale per il lavoro, il presidente della Provincia Enzo Lattuca e l’assessore comunale alle Politiche del lavoro Kevin Bravi. L’accordo proposto pochi giorni fa da Uil e Ugl – assenti all’incontro in provincia – puntava a sostituire i ventidue licenziamenti con uscite volontarie incentivate, subordinate al raggiungimento delle adesioni necessarie.
"Dopo l’ipotesi di accordo presentata senza il coinvolgimento di tutte le rappresentanze sindacali, abbiamo richiesto il ritiro dei licenziamenti – si legge in una nota firmata da Fillea Cgil, Filca Cisl, Filcams Cgil e Fisascat Cisl – per cercare una soluzione alternativa che tuteli la dignità dei lavoratori. Inoltre, abbiamo ribadito la contrarietà a ogni forma di accordo non condiviso. Tutte le istituzioni presenti hanno sottolineato l’importanza delle fasi della trattativa e la necessità del rispetto da parte di tutte le parti coinvolte nonché del Patto Regionale per il Lavoro e per il Clima".
Secondo quanto riferiscono Cgil e Cisl, l’azienda ha confermato la propria contrarietà al ricorso agli ammortizzatori sociali, pur senza escludere la possibilità di proseguire il confronto nella sede ministeriale: "La vertenza continua: contro ogni forma di ricatto occupazionale", conclude la nota.













